FONDAZIONE TERRA FRANCA – IL PAESE CHE VORREI – ONLUS

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IL PAESE CHE VORREI – ONLUS

un altro mondo è possibile

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La Fondazione opera su un piano intellettuale, filosofico e di valori e la sua visione è un nuovo paradigma socio-economico fondato su un’economia “sinergica” dove ogni singola parte contribuisce in maniera determinante al tutto, persegue il benessere psico-fisico delle persone e un nuovo senso di appartenenza e connessione al pianeta.

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Oggi il sistema confonde economia con finanza, benessere con accumulo, parità con uguaglianza. La Fondazione Terra Franca crede che tutto ciò sia dannoso per l’uomo e il pianeta e che sia necessario individuare nuovi stili di vita che riuniscano concetti e categorie indispensabili per il mantenimento di una civiltà sana: materia e spirito, forma e contenuto, individuo e società, abbondanza e condivisione, bellezza e utilità. Per questo la fondazione aggrega persone e ricercatori che, con intenzione e consapevolezza, immaginazione, studio e ricerca scientifica individuino nuovi modelli socio-economici adatti all’essere umano, adoperandosi per metterli in pratica e renderli concreti ed esportabili.

 

LA FONDAZIONE NON LAVORERA’ SOLO PER CASTELFRANCO

Scopo

La Fondazione persegue finalità di promozione e cooperazione sociale nei settori dell’agricoltura, dei mestieri e dell’artigianato, dell’arte e della cultura, dell’economia e della formazione, della salute e della ricreazione.

Lo scopo è :

creare un modello socio economico di economia locale, applicare tale modello nella realtà locale di un paese, renderlo replicabile e creare un know how esportabile.

Attività principale della Fondazione è pertanto la ricerca scientifica di particolare interesse sociale, finalizzata alla creazione di un modello socio economico interattivo, volto al miglioramento dei servizi e degli interventi sociali e socio sanitari, come alla sicurezza dell’ambiente e alla tutela della salute pubblica.

Costituisce pertanto attivita’ prevalente della Fondazione la ricerca scientifica interdisciplinare connessa alla salute, al benessere e alla qualita’ della vita degli esseri umani, alla tutela dell’ambiente in cui essi vivono, alla qualita’ dell’aria, dell’acqua e dei cibi che assumono, alla loro realizzazione personale e professionale in un contesto sociale collaborativo.

Di conseguenza, per la centralità che riveste nel progetto l’uomo ed il suo benessere, la Fondazione studia come lo stile di vita, l’ambiente di vita, l’alimentazione, le capacità e possibilità relazionali e sociali influenzano la salute ed il benessere psico-fisico, anche con finalità di prevenzione delle patologie ambientali, sociali e di emarginazione.

Ancora, una parte apposita è dedicata alla sicurezza agroalimentare, sia con corsi di educazione alimentare che con produzione diretta di prodotti biologici, che con lo studio la ricerca e la sperimentazione delle nuove tecniche e discipline – compresa la fisica quantistica- applicate all’agricoltura.

Lo svolgimento di queste attività sarà svolta in parte direttamente dalla Fondazione, in parte attraverso università, enti di ricerca e altre fondazioni, avendo cura di redigere specifiche convezioni in adempimento dell’art.3, III°c. D.P.R. 20.3.2003 n. 135

La ricerca scientifica si compone sia della basilare parte teorica, che del necessario sviluppo ed applicazione pratica, per verificare sul campo i risultati della ricerca e la funzionalità del modello.

Questo modello si basa sulle competenze delle persone e sui tesori architettonici, paesaggistici, artistici, artigianali e culturali del paese Italia.

La parte attuativa di questo modello consiste nel coordinare in un sistema sinergico l’utilizzo delle risorse di cui sopra in modo che i vari aspetti si sostengano a vicenda per mantenere una ricchezza economica locale.

La Fondazione, nello specifico, intende realizzare progetti pilota di “borgo ideale” al fine di riproporre la struttura socio-economica di un “paese” in chiave moderna ed attualizzata, quale modello possibile di un nuovo modo di abitare il pianeta; intende dimostrare che, partendo dalla ricostruzione del tessuto sociale e passando per l’integrazione di ogni aspetto necessario ad una elevata qualità di vita (caratterizzata dalla possibilità per l’individuo di praticare l’arte e la cultura, e di acce-dere a servizi di alto livello nella cura della salute e nella pratica di atti-vità ludiche e ricreative), sia possibile creare una un’economia “virtuo-sa” capace di collegare in sinergia i “ saper fare” manuali e tradizionali (artigianato e mestieri), l’agricoltura, la gestione delle risorse e dei rifiu-ti, il recupero urbanistico; tutto in un sistema che le moderne tecnologie rispettose dell’uomo e dell’ambiente e le attività di blue economy rendono sostenibile, efficiente, in rete.

Parte integrante dello scopo è promuovere il recupero del territorio e degli edifici abbandonati, in particolare, trasformando questi ultimi in luoghi funzionali alla comunità.

La Fondazione si occuperà di individuare centri abitati (paesi) che, per le proprie caratteristiche geografiche, territoriali ed ambientali, siano adatti a divenire sede di un progetto pilota.

In relazione ai paesi individuati, la Fondazione si occuperà quindi de:

la promozione ed organizzazione di attività culturale e formativa per la gestione di un’economia volta al bene comune, basata sui punti di cui sopra. Potrà quindi organizzare / promuovere / sostenere: centri di studio e apprendimento, cenacoli, tavole rotonde, convegni, con-gressi, cicli di conferenze, corsi, seminari, workshop, cicli accademici, manifestazioni, fiere, rassegne, festival e tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra la Fondazione, i relativi addetti e il pubblico

la promozione ed organizzazione di attività editoriale;

la promozione ed organizzazione di laboratori, botteghe, atelier, esposizioni, gallerie d’arte, spazi conviviali, ludici e ricreativi;

la promozione ed organizzazione di percorsi esperienziali per i giovani, volti a conoscere e gestire i propri talenti per trasformarli in risorse;

l’ individuazione / gestione / realizzazione /messa a disposizione di sedi adatte per lo svolgimento delle varie attività e l’individuazione / acquisto / messa a disposizione delle attrezzature necessarie alle varie attività;

l’avvio delle attività iniziali necessarie e propedeutiche a creare un volano economico, il loro sostegno economico e di formazione, nella previsione di un loro successivo autonomo proseguimento;

il coordinamento e l’integrazione delle attività già presenti sul territorio, e la valorizzazione dell’associazionismo locale;

la creazione di un logo sotto il quale possa operare ogni attività coordinata;

lo studio delle problematiche inerenti a quanto sopra descritto riguardo gli aspetti giuridici, societari, organizzativi ed economici e la conseguente definizione di innovative forme economiche ed ammini-strative per arrivare ai modelli socioeconomici appropriati;

la valutazione sulla replicabilità dei progetti pilota.

La Fondazione inoltre lavorerà per:

creare ogni possibilità per il mantenimento ed il miglioramento della salute degli abitanti e dei turisti attraverso un sistema olistico di prevenzione, cura e guarigione e la promozione di attività fisiche adatte;

creare le condizioni culturali ed organizzative necessarie a pre-parare e sostenere le opportunità di attirare e mantenere un turismo di qualità rispettoso dell’ambiente;

promuovere qualunque attività che porti al ripopolamento della montagna con nuove soluzioni abitative, agricole e lavorative, curando gli aspetti ecologici e bioclimatici utilizzando in modo esclusivo tecno-logie non distruttive per il pianeta, utili in ecologia, edilizia bioclimatica, biodinamica, permacultura, forest gardening, agricoltura innovativa, gestione curata del territorio, dell’acqua, delle risorse;

sostenere la produzione di alimenti di elevata qualità, utilizzando metodi agricoli – tradizionali o innovativi- in grado di arricchire il suolo ed evitarne lo sfruttamento eccessivo.

Infine si occuperà di:

favorire lo scambio , la collaborazione, la creazione di una rete di progetti pilota,

creare forme stabili di partenariato con altri progetto

Per il raggiungimento dei suoi scopi la Fondazione intende utilizzare le risorse a disposizione per avviare un volano economico efficiente: oltre all’organizzazione e gestione di corsi, potrà occuparsi della produzione di oggetti che valorizzino la cultura materiale del territorio e la filosofia della Fondazione.

Per arrivare al Paese che Vorrei crediamo che siano necessarie tre cose:

Saper immaginare, Acquisire strumenti, Agire.

Saper immaginare – Non possiamo creare niente di nuovo che prima non abbiamo immaginato. Dobbiamo imparare a pensare di nuovo in grande, con fiducia in noi stessi. Osservare la realtà con lo stupore di un fanciullo, cogliere la bellezza nascosta, coltivarla e concretizzarla con la convinzione che un altro mondo è possibile.

Acquisire strumenti – Per riuscire a concretizzare bisogna anche saperlo fare. Vogliamo occuparci perciò di scoprire e sviluppare i talenti e le capacità del singolo, imparare a lavorare in gruppo e sinergia, valorizzandosi a vicenda per raggiungere uno scopo comune. E naturalmente vogliamo imparare tutte le scienze tecniche che servono.

Agire – Sviluppare quindi economie sostenibili per un mondo di qualità.

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Vogliamo creare un osservatorio sul grande cambiamento in atto; avere un simposio di studiosi che si occupino del  nuovo paradigma; proporre seminari, tavole rotonde ed approfondimenti rivolti al pubblico; intessere una rete virtuosa con altre realtà omologhe, università e tutti gli studiosi, i professori, gli scienziati, gli agricoltori innovativi, gli imprenditori illuminati che vorranno aiutarci e sperimentare con noi.
Nell’ambito della ricerca della fondazione sui nuovi stili di vita adatti ad affrontare il cambiamento, un grande spunto può venire da come le abbazie francescane e benedettine organizzavano la comunità ed il lavoro. Il nostro cohousing agricolo si potrebbe ben ispirare a loro. ” Ora, Studia et labora” potrebbe diventare ” Rifletti, studia, metti in pratica” per applicare la ricerca scientifica all’agricoltura, sperimentare, organizzare il lavoro di studio, quello organizzativo, quello sul campo e la sua divulgazione.